I documenti necessari per le vacanze in Turchia

documenti per entrare in turchiaLa Turchia è una meta ideale per le vacanze, tanto da soli quanto con la famiglia. Non è soltanto un paese stupendo, ma è anche uno dei pochi luoghi al di fuori della comunità europea che possiamo visitare da turisti senza alcun tipo di adempimento burocratico.

In virtù di accordi ormai ultradecennali, i cittadini italiani possono fare il loro ingresso nel paese muniti esclusivamente di Carta di Identità valida per l’espatrio.

Esistono tuttavia delle limitazioni e delle specificità. Vediamo insieme come muoversi per organizzare il viaggio anche dal lato burocratico.

La carta di identità valida per l’espatrio

L’ingresso con carta di identità valida per l’espatrio permette di rimanere nel paese per 90 giorni entro un limite di 180 giorni. Si tratta di una norma apparentemente astrusa, ma che è stata adottata per limitare i frontalieri del visto. Fino a qualche anno fa era possibile infatti risiedere nel paese in pianta stabile semplicemente uscendo dai confini turchi e rientrando dopo poche ore, riguadagnando il diritto a rimanere nel paese per altri 90 giorni.

Oggi la situazione è cambiata, ed è già capitato che qualche furbo sia stato bloccato all’ingresso.

In ogni caso l’ingresso con la C.I. vi permette di:

  • Entrare nel paese da uno dei suoi aeroporti, da uno dei suoi porti, e dai confini terrestri con Grecia e Bulgaria. Nel caso in cui ingresso via terra da Iraq, Siria, Armenia, Iran o Georgia è fortemente consigliato il passaporto.
  • Rimanere nel paese fino a 90 giorni ogni 6 mesi, con possibilità di entrare e uscire più volte.
  • Rimanere nel paese anche ospiti di amici, senza la necessità di comunicare alle autorità i vostri spostamenti.

L’ingresso con C.I. non vi permette però di:

  • Lavorare: dovrete astenervi da ogni tipo di lavoro retribuito. Occhio, perché le multe sono decisamente salate.
  • Rimanere oltre i 90 giorni pattuiti nell’arco di 180 giorni. In caso di permanenza prolungata, vi sarà comminata una multa a seconda della lunghezza della permanenza, e nei casi più gravi potrebbe anche esservi proibito di rientrare nel paese in futuro.

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