Santa Sofia tornerà moschea, parola di Bulent Arinç

santa sofiaSanta Sofia è una delle chiese più antiche del mondo. È riuscita a superare, nel corso dei secoli, barbari di ogni  casacca, religione e colore.

Il dubbio che attanaglia gli appassionati di arte è se la basilica riuscirà o meno a superare indenne l’ultima orda, quella della cricca di Erdoğan, che vorrebbe riportare il museo ad essere quello che era prima di Atatürk.

Dice Arinç, uno degli intimissimi del primo ministro anche se caduto recentemente in disgrazia, che il suo sogno sarebbe quello di ritrasformare Aya Sofia (così si chiama in turco) in una moschea.

Punta alla pancia del suo elettorato, che ormai da qualche anno partecipa ad iniziative che vorrebbero far tornare l’ex-basilica ad essere luogo di culto musulmano.

E perché dovrebbe interessarmi?

Non è lo scontro di civiltà, tantomeno uno dei tanti attacchi ai nostri vicini musulmani. In ballo ci sono le icone sacre e i mosaici che a distanza di secoli sono ancora lì che ti aspettano.

Non è una questione di religione neanche alla lontana: in gioco ci sono opere d’arte di valore inestimabile, che rischierebbero di soccombere, ancora una volta, al furore religioso di chi potrebbe semplicemente andarsene a pregare un po’ più in là.

Ad essere coperti saranno mosaici celebri, che risalgono alla Costantinopoli cristiana, e che furono già in parte distrutti dagli iconoclasti, poi saccheggiati dai veneziani, intonacati dagli ottomani e poi di nuovo riportati alla luce dopo che la cattedrale-moschea fu trasformata in museo da Atatürk nel 1935.

mosaico-dettaglio-ayasophia

Perché vogliono trasformarla in moschea?

In realtà il fronte di quelli che vorrebbero ritrasformarla in moschea è eterogeneo. C’è un po’ di tutto, dai nazionalisti islamici del MHP, agli uomini pii e religiosi dell’AP e dell’AKP. Un’armata Brancaleone che, in mezzo a tante rivendicazioni più che giuste, ha una letterale ossessione per questa vecchia basilica.

Quelli che “facciamo come ci pare a casa nostra”

Istanbul è una città turca dal 1453, e a molti non va proprio giù che qualche metro cubo di arte sia al di sopra dei loro capricci. La Turchia è mia e decido io. Gli si potrebbe quasi dare ragione, non ci fossero di mezzo opere d’arte che sono già state maltrattate a sufficienza in passato.

Quelli che “ci vogliamo pregare”

Sono i più assurdi tra i sostenitori della mozione pro-moschea. Nel raggio di un chilometro o poco più da Santa Sofia ci sono 11 moschee: Hocapaşa, Bayezid, Emin Sinan, Küçük Ayasofia, Mahmut Ağa, Akbiyik, la celebre Moschea Blu, Firuz Ağa, Atik İbrahim Paşa, Saraç İshak e Nalbant.

Probabilmente ne sto anche dimenticando qualcuna. Dato che per trasformare Santa Sofia in moschea si dovrebbero mettere a repentaglio opere d’arte che garantiscono entrate importanti allo stato turco, andare a pregare da qualche altra parte sarebbe dovrebbe essere un’opzione anche per chi dell’arte non può fregarsene di meno.

Che cos’ha detto Arinç?

Arinç, partecipando all’inaugurazione di un Museo del Tappeto proprio in prossimità del Museo di Santa Sofia, ha detto ai giornalisti di guardare ad un “edificio triste”, che ovviamente tornerà a sorridere una volta che sarà trasformato, come i suoi due omonimi in Trabzon e Iznik, in moschea.

Un’idea che forse non ha mai abbandonato una certa parte della popolazione turca. A Santa Sofia nel 1935 fu tolto lo status di moschea e fu aperta al pubblico nella sua nuova veste, quella di un edificio storico trattato come un museo e non più come una casa di preghiera.

Cosa ne sarà dei mosaici custoditi all’interno non è dato saperlo. Data però l’estrema sensibilità dell’Islam verso ogni potenziale idolatria, che fa il paio con il rifiuto di rappresentare non solo il profeta ma anche altre figure umane all’interno degli edifici di culto, è molto probabile che i mosaici torneranno a nascondersi sotto uno spesso strato di intonaco, lontano dagli occhi del nuovo pubblico pregante e non più pagante.

Vieni a visitarla prima che ci mettano le mani

L’orologio fa tic-tac, e l’ora della moschea potrebbe arrivare da un giorno all’altro. Se hai in programma un salto in Turchia, vatti a fare un giro a Santa Sofia. La mappa la trovi qui sotto, e ti basterà pagare 25 lire turche (poco meno di 10€) per guardare forse per l’ultima volta questo bellissimo museo.

Potrai continuare a visitarlo anche nel caso in cui dovesse diventare una moschea, ma come ho detto sopra i mosaici potrebbero venire coperti. Risparmieresti i 10€ di entrata. Non un grande affare comunque.

 

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