Stipendi in Turchia: conviene spostarsi per lavorare?

stipendi in turchiaLa Turchia continua ad essere uno dei paesi a più alto tasso di crescita di quelli a ridosso dell’Europa e sono molti gli europei che, per motivi di lavoro, raggiungono il paese.

Certo, ad essere complice è anche la crisi, che purtroppo ha ridotto di molto sia il livello occupazionale in Europa sia gli stipendi, ma siamo certi che provare a spostarsi in Turchia possa essere davvero la scelta giusta? Vediamolo insieme.

Gli stipendi minimi sono estremamente bassi

Certo, se dovessimo tenere in considerazione soltanto quelli che sono gli stipendi minimi, il livello salariale di sussistenza indicato dalle leggi turche in materia di diritto del lavoro, la voglia di spostarci ci passerebbe immediatamente. Saremmo infatti davanti a stipendi estremamente bassi, nell’ordine di 350-400€, che sono però destinati a personale non specializzato che in genere è impiegato ai livelli più bassi delle organizzazioni aziendali.

Spesso per gli italiani che si spostano non è questa però la realtà con la quale saranno chiamati a misurarsi, quindi conviene sicuramente continuare a leggere.

Per ingegneri e specialisti stipendi anche molto alti

Per chi fosse ingegnere edile, chimico o energetico le possibilità che sono oggi offerte dalla Turchia sono estremamente buone e presentano tra le altre cose salari anche superiori a quelli che si riescono attualmente a percepire in Italia. Si tratta di stipendi che si aggirano, per gli entry level che possono essere inseriti in contesti aziendali importanti, intorno alle 5000 lire turche, ovvero circa 1.600 euro netti al mese. Combinati con il costo della vita che è leggermente più basso in Turchia rispetto all’Italia, finiscono per costituire stipendi di tutto rispetto.

Gli altri settori sono in forte crisi

Gli altri settori dove la Turchia è forte, ovvero l’alimentare e il tessile, stanno però vivendo un periodo di grande crisi, con le commissioni per gli agenti che si sono ridotte fino all’osso e hanno spinto in tantissimi, anche italiani, a rientrare in patria. Certo, potrebbe capitarvi comunque l’occasione della vostra vita, ma il momento non sembra essere assolutamente propizio.

Turismo: botta forte dal terrorismo

Anche gli impiegati del settore turistico hanno finito per doversi sostanzialmente ridimensionare a causa del calo di prenotazioni in seguito ai ripetuti attacchi terroristici che hanno colpito il paese a più riprese. Anche il tentativo di golpe dello scorso 15 luglio non ha contribuito a migliorare quella che è una situazione che si presenta, oggi come non mai, fosca.

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