Turchia: per il problema siriano pronta la soluzione militare

esercito turcoLa Turchia è di gran lunga il paese che sta pagando il conto più salato per la recente crisi siriana. Nel paese si contano ormai oltre 2 milioni di profughi, molti dei quali sono riusciti anche ad uscire dai campi profughi allestiti al confine e hanno raggiunto le maggiori città del paese.

Un’emergenza umanitaria e politica senza precedenti, che ha messo in allerta il governo turco da diversi mesi, portando la maggioranza parlamentare a indicare la soluzione militare come l’unica praticabile. No, la Turchia non entrerà in guerra con la Siria, ma invierà circa 11.000 soldati per creare una safe zone (della quale parleremo tra pochissimo), creando una zona cuscinetto appunto e respingere l’ISIS, arrivato ormai da mesi al confine con il paese turco.

La “safe zone”

La safe zone sarà una zona cuscinetto di un centinaio di chilometri, a partire dal confine turco, che creerà una zona di sicurezza e relativa tranquillità per circa 5 milioni di profughi, garantendo la pace per via militare e riprendendo dunque le normali attività commerciali, scolastiche e inter-relazionali che erano state interrotte, ovviamente, dall’esplodere della guerra civile.

Il piano militare non sembrerebbe essere stato concordato con le forze NATO e neanche con le Nazioni Unite, situazione che probabilmente porterà a degli attriti con la comunità internazionale abbastanza intensi, soprattutto con quella di fede islamica che ovviamente ha più a cuore (e a interesse) le sorti dell’area.

10.700 soldati

I soldati che verranno impiegati saranno 10.700, secondo le dichiarazioni del governo turco. Un contingente importante che, se anche numericamente inferiore all’ISIS, punterà sulla maggiore preparazione dei soldati (e sulla superiorità dei mezzi) per conquistare e/o liberare importanti chilometri, per la sicurezza della Turchia e soprattutto per la soluzione della questione dei profughi, per la quale Recep Tayyip Erdogan ha offerto una soluzione all’Unione Europea, in cambio di un avanzamento nei negoziati per l’ingresso del paese nell’UE.

Staremo a vedere quali saranno le modalità di dispiegamento del contingente turco, mentre nell’area un po’ tutti si preoccupano dell’escalation violenta che potrebbe assumere l’intervento turco in Siria.

Per il Medio Oriente si preannunciano ulteriori mesi di tensione.

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