Turchia: via Darwin dalle scuole

erdoganErdogan ne fa un’altra delle sue. Il programma di radicalizzazione soft del paese raggiunge finalmente la scuola e ne stravolge i programmi scientifici e religiosi.

Dal prossimo anno scolastico infatti, sarà eliminato ogni possibile riferimento alle teorie darwiniane, lasciando più spazio a tesi creazioniste e di stampo religioso.

Nel frattempo le organizzazioni scientifiche e per i diritti umani sono sul piede di guerra, senza che però possano avere alcuna speranza di modificare il cammino intrapreso dal padre padrone della Turchia, quel Recep Tayyip Erdogan che ha idee molto diverse sul futuro della Turchia e dei suoi studenti.

Cosa cambia con il nuovo programma scolastico?

Con il nuovo programma scolastico vengono modificati i programmi di scienze, di teoria scientifica e di biologia. Non ci sarà più spazio infatti per quelli che sono gli insegnamenti di teoria dell’evoluzione, definiti dall’attuale ministro dell’istruzione Ismet Yilmaz come “teorie prive di fondamento” che non hanno alcun tipo di certezza scientifica.

Un programma che verrà sostituito con insegnamenti creazionisti, dove il ruolo di Dio nella creazione del mondo sarà ritenuto come unico e fondamentale.

Una nuova religione islamico-statale

Al contrario però di quanto hanno affermato gli studiosi occidentali, non si tratta di una banale islamizzazione dei costumi e degli insegnamenti, ma piuttosto della fondazione di una nuova religione di Stato che accompagna i precetti islamici a quello che, secondo la Turchia di Erdogan, è il nuovo evento fondativo della società turca, ovvero il golpe fallito del 15 Luglio.

In ossequio a questa idea di religione di Stato, in tutti i corsi di religione passerà un nuovo concetto di jihad, non più legato esclusivamente alla guerra religiosa, ma anche agli eventi che hanno colpito la Turchia negli ultimi mesi.

Un concetto di jihad che è inscindibile dalla lotta del partito di Erdogan e dei suoi elettori contro le forze che hanno provato a conquistare il potere con l’ennesimo golpe.

Un pastrocchio civil-religioso dal quale la Turchia difficilmente riuscirà a rialzarsi.

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