Le norme di comportamento per visitare le moschee – uomini

moschea normeQualche tempo fa abbiamo dedicato uno speciale ai comportamenti che stanno ad una donna prima della visita di una delle tante bellissime moschee che potrete trovare in Turchia. Anche gli uomini, sebbene in genere se ne parli meno, hanno però regole alle quali devono obbedire e che sono, oltre che a norme di buona educazione, segno di rispetto per quello che è comunque un luogo di culto.

Parleremo di abbigliamento, di contegno e più in generale di come è consono comportarsi durante la visita ad una moschea in Turchia (e anche in altre parti del mondo musulmano).

Niente scarpe

Si tratta di una norma con la quale un po’ tutti dovrebbero già avere una certa familiarità, ma che riportiamo per dovere di completezza. Non si entra in moschea con le scarpe. Dovrete lasciarle all’ingresso, su delle mensole che sono state messe lì apposta per tenere le vostre scarpe. Una volta riguadagnata l’uscita, potrete riprenderle, stando certi che saranno lì ad aspettarvi.

No a bermuda e canottiere

Capiamo che Istanbul, e soprattutto altre parti della Turchia, potrebbero essere piuttosto calde. Capiamo anche che in genere i turisti del Nord Europa tendono ad infischiarsene di questa norma, ma è comunque buona creanza non andare in moschea in pantaloncini e canottiera. Pantaloni lunghi e una polo, o pantaloni lunghi e camicia andranno più che bene per mostrare il dovuto rispetto a quello che è, lo ripetiamo a scanso di equivoci, un luogo di culto per più di un miliardo di persone al mondo.

Niente schiamazzi, niente urla, niente rumore

Ci sono ottime probabilità che ci siano persone raccolte in preghiera anche lontano dalle ore canoniche e anche nelle moschee più turistiche.

Nessuno vuole impedirvi di visitare questi gioielli dell’architettura turca, ma abbiate rispetto di chi è raccolto in preghiera. Quindi niente urla, niente chiacchiere a voce alta, niente sghignazzamenti. Comportatevi come fareste, insomma, durante la visita ad una chiesa, ci sia o meno una funzione in corso.

Fotografare chi prega è una abitudine barbara

Sono in molti coloro i quali, incuriositi dalle singolari abitudini di preghiera dei musulmani, vogliono a tutti i costi scattare una foto ai fedeli prostrati in preghiera in direzione de La Mecca.

Si tratta di una abitudine di maleducazione estrema, e non mancheranno coloro che vi richiameranno all’ordine se cercherete di scattare foto e girare video come se foste dipendenti del National Geographic.

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