Marmaray: tutto sulla metro e sul tunnel sotto il Bosforo

marmaray piccolaLa Turchia fa sul serio, e di dubbi da fugare ne sono rimasti ormai pochi. Il 29 Ottobre 2013, in tempo per celebrare il novantennale della Repubblica fondata da Atatürk, è stato inaugurato Marmaray, un progetto colossale che rivoluzionerà la vita di milioni di persone.

E’ molto più di un tunnel che attraversa il Bosforo a sessanta metri di profondità.

E’ una grande opera, una di quelle che non servono soltanto a fare il pieno di voti e a rinfrancare l’ego di una popolazione che guarda, con un certo rammarico, al suo passato imperiale.

Servirà ad integrare i quartieri più remoti di questa enorme metropoli con il suo centro economico, sociale, artistico ed economico, con buona pace di quelli che ritengono impossibile declinare la modernità in quelle città dove si respira l’aria dei millenni.

Parlerò di Marmaray, delle sue fermate, delle sue caratteristiche tecniche e dei risvolti politici.

Che cos’è Marmaray

Chi ha letto quanto riportato dalla stampa italiana ed europea, crederà  si tratti soltanto di un tunnel che attraversa il Bosforo. Non che non si tratti della sua caratteristica più interessante, ma Marmaray è qualcosa di estremamente più importante.

Si tratta di un treno metropolitano che taglierà, una volta completato il progetto, la città da ovest a est, lungo un tragitto lungo 76 chilometri. Arrivare da Halkalı (nella periferia più occidentale di Istanbul) al centro storico richiederà non più di 25 minuti senza cambi, contro l’ora e mezza abbondante (e i cambi) di ieri.

Quaranta stazioni, una ogni due chilometri, tutte ben collegate per permettere ai viaggiatori di continuare il loro percorso in direzione del loro posto di lavoro, della loro università o del luogo che hanno scelto per passare qualche ora di relax.

Il tunnel sotto il Bosforo

marmaray tunnel sotterraneo
Il tunnel sotto il Bosforo – 11 parti assemblate per raggiungere l’altro continente

Marmaray attraversa lo stretto del Bosforo grazie ad un tunnel in cemento speciale, lungo 14 chilometri e con 1.4 chilometri che attraversano lo stretto che separa l’Asia dall’Europa.

La parte del tunnel che attraversa il Bosforo attraversa il canale tra i 40 e i 60 metri di profondità, interrato qualche metro sotto il fondo marino.

Sono presenti misure di sicurezza in grado di evitare inondazioni nel caso di problemi strutturali e il cemento utilizzato è particolarmente elastico, prendendo a prestito tutta la tecnologia sviluppata dai giapponesi per produrre strutture in grado di resistere a forti scosse di terremoto.

Le polemiche sulla sicurezza

La situazione politica turca è piuttosto tesa, e lo scontro politico ha avuto come campo di battaglia anche Marmaray. La Camera degli Architetti di Istanbul ha contestato il progetto, dichiarandolo non sicuro per il traffico passeggeri, pur non producendo ad oggi alcun documento tecnico a supporto della tesi sostenuta.

Ad onor del vero va ricordato anche che Mücella Yapıcı, leader della Camera degli Architetti di Istanbul, è stata tra le animatrici delle proteste di Gezi Park, proteste che hanno avuto come bersaglio proprio la politica di trasformazione della città da parte del partito del primo ministro in carica.

Marmaray ha avuto problemi durante il primo giorno di apertura. E’ venuta a mancare la corrente elettrica per qualche minuto, con i passeggeri che hanno dovuto avviarsi a piedi verso le uscite. La sicurezza però è stata garantita, e dopo pochi minuti le corse sono riprese senza problemi.

Il ritardo e i reperti

I relitti romani di Yenikapi

Il progetto è partito nel 2004 e avrebbe dovuto cominciare a funzionare già dal 2009. Ci sono stati 4 anni di ritardo, causati dal ritrovamento di 37 navi romane in buono stato di conservazione, e di centinaia di migliaia di reperti in ceramica, vetro e altri materiali, oltre che a resti umani e reperti che rivoluzionano quanto si sapeva sui primi insediamenti umani dalle parti di Istanbul.

Si tratta di una scoperta archeologica importantissima, che ha mandato però su tutte le furie il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan. Infastidito dai ritardi al progetto se l’è presa con i reperti. Li ha chiamati “Quattro cianfrusaglie”, come se volesse conformarsi a quella maschera rozza e poco incline ad apprezzare storia e antichità che l’opposizione gli ha cucito addosso. 

Potete ammirare le navi e i reperti visitando il Museo Archelogico di Istanbul prima del 25 Dicembre 2013. (Maggiori informazioni sulla mostra le potete trovare qui)

Le stazioni, le fermate e i tempi di percorrenza

Una volta completato il progetto sarà possibile salire sul Marmaray da 40 stazioni, di cui 4 sotterranee. Per il momento è possibile andare solo da Kazlıçeşme, nel quartiere di Zeytinburnu sul lato europeo, a Üsküdar, uno dei quartieri più suggestivi della Istanbul asiatica.

Le stazioni

Le stazioni sono state costruite di recente e sembrano avere la stessa mano del tunnel pedonale di Mecidiyeköy. Se ci fossero state metro nell’antica Sparta, sarebbero somigliate probabilmente a quelle che potete ammirare sul lungo tragitto di Marmaray. Essenziali, e abbellita da qualche opera in ceramica, sono grandi abbastanza da far defluire un gran numero di persone senza intoppi.

kazlicesmeKazlıçeşme

La stazione di Kazlıçeşme è la prima sul lato europeo. E’ a pochi metri di distanza dallo stadio di Zeytinburnu ed è stata costruita da zero. Nonostante non sarà una di quelle più trafficate è grande, spaziosa e ha una doppia entrata, permettendo ai passeggeri di entrare e uscire piuttosto agevolmente anche durante l’orario di punta.

Yenikapı

La stazione di Yenikapı è sicuramente più interessante della precedente. E’ meglio collegata, ha un terminal traghetti a pochi passi ed è alle porte del centro storico di Istanbul. Anche qui si è fatto un buon lavoro, con un progetto adeguato ad accomodare il grande numero di passeggeri che ha già cominciato ad utilizzare Marmaray.

Üsküdar

Üsküdar è la prima stazione sul lato asiatico. E’ una stazione molto suggestiva: si affaccia direttamente sul Bosforo e permette di ammirare Beşiktaş da una posizione privilegiata. E’ stata scelta come primo arrivo sul lato asiatico a scapito di Haydarpaşa, la storica stazione sulla Istanbul anatolica.

I tempi di percorrenza

I tempi di percorrenza dichiarati dalle autorità sono confermati. Ho cronometrato tra stazione e stazione e i tempi coincidono. 5 minuti da Kazlıçeşme a Yenikapı, 8 minuti da Yenikapı a Üsküdar. Per il momento i treni provenienti da Kazlıçeşme non fermano alla stazione di Sirkeci e quindi non è stato possibile

Il nodo Haydarpaşa

Haydarpaşa è per il momento esclusa dal progetto. Sarà collegata tramite navette alla stazione di Üsküdar, anche se ovviamente questo sistema non sarà comodo quanto avere una vera e propria stazione di Marmaray. 

I più maliziosi ci vedono un dispetto di Erdoğan alla municipalità di Kadıköy, storicamente avversa al partito guidato dal primo ministro, che però potrà contare su tante stazioni, anche se un tantino distanti dal centro storico del quartiere.

Il destino di Haydarpaşa è comunque segnato. Sarà destinata ad uso commerciale privato, nonostante le proteste che hanno provato a salvare uno dei simboli di Istanbul e ad integrarlo nel tessuto più moderno della città.

macchinetta marmarayPagamenti integrati con il sistema Istanbulkart

Come tutti i mezzi pubblici di Istanbul, anche per Marmaray si paga con la Istanbulkart.

E’ una carta che può essere ricaricata nelle rivendite ufficiali e nei büfe, dei chioschi dove è possibile comprare alcolici, sigarette, giornali e anche beni di prima necessità.

Si paga avvicinando la carta ai tornelli che vedete nella foto qui a sinistra.

Verrà scalato il prezzo della corsa e potremo procedere senza intoppi. Per le prime due settimane del servizio l’accesso sarà gratuito. 

Biglietto e prezzi

Si pagherà soltanto con la Istanbulkart, dato che del vecchio gettone che si poteva usare sulle vecchie metro non c’è traccia, almeno per il momento. Il prezzo di una corsa, indipendentemente dalle fermate, è di 1.95 lire turche (al cambio attuale circa 0.70€)

treno-interno-marmarayI treni

I treni sono stati prodotti dalla coreana Hyundai Rotem e sono molto simili a quelli già utilizzati in alcune tratte metro della città. Sono stati consegnati a partire dal 2011, e il grosso dei treni in circolazione oggi portano come data di produzione il 2012.

Sono composti da 5-10 vagoni in soluzione continua, senza divisione tra i diversi vagoni, con i sedili posti con angoli di 90 e 270 gradi rispetto al senso di marcia. I passeggeri possono viaggiare anche in piedi, tenendosi a dei pali multipli posti a pochi metri di distanza l’uno dall’altro.

Si viaggia piuttosto comodi, anche quando il treno tocca i suoi picchi di velocità. Il servizio è appena partito, ma come potete vedere dalla foto allegata sono già piuttosto pieni.

Le stazioni attuali consentono l’accesso ai diversamente abili grazie ad un sistema di ascensori e alle entrate a raso. Ogni treno è accessibile da parte dei disabili senza aiuto esterno, al contrario di quanto avviene su molti dei mezzi pubblici attualmente in circolazione a Istanbul

Come cambierà la città?

Quella di Marmaray è un’autentica rivoluzione. A piena capacità sarà in grado di portare da una parte all’altra della città circa 750.000 passeggeri al giorno. Il treno passa seguendo le vecchie tracce dei treni metropolitani, tanto sul lato asiatico che sul lato europeo.

Se prima era necessario cambiare due o tre mezzi, dal completamento del progetto nel 2015, chi vive lungo la tratta coperta da Marmaray potrà muoversi verso l’altro continente utilizzando un solo mezzo di trasporto.

I vantaggi sono enormi. Se prima da Bakırköy a Bostancı erano necessarie quasi 2 ore utilizzando Metrobus e Dolmus (o 50 minuti utilizzando il traghetto veloce, che però non opera in caso di maltempo), dall’apertura delle nuove tratte in poi basteranno 37 minuti.

Le periferie di Istanbul ne usciranno rivoluzionate. Gebze e Tuzla sul lato asiatico, ma anche Halkalı e Küçükcekmece saranno definitivamente inglobate nel tessuto urbano di Istanbul, con enormi vantaggi per chi in quei luoghi vive e lavora.

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