Il Parlamento Europeo blocca i negoziati con la Turchia: cosa vuol dire?

turchia-erdogan-europaDa quando, il 15 Luglio, la Turchia è riuscita a superare il golpe tentato dalle truppe di Gulen, tra UE e il paese anatolico le cose non stanno procedendo nel migliore dei modi. Accuse da ambo le parti e, almeno a parole, il tentativo da parte di Erdogan di ricollocare il paese più verso Est, guardando ai 5 di Shangai più che all’Unione Europea.

Una situazione che in molti avrebbero avuto difficoltà a prevedere soltanto qualche anno fa, anche se i prodromi, almeno per chi segue il paese, si potevano forse leggere già tempo fa.

Cosa accadrà alle relazioni tra Europa e Turchia, ora che il Parlamento Europeo ha espresso la volontà di arrestare le discussioni tra i due paesi? Vediamolo insieme, dato che, per questa volta almeno, ha ragione Recep Tayyip Erdogan nell’indicare l’assoluta inutilità, anche formale, di una decisione del genere.

Il Parlamento Europeo non ha potere di interrompere i negoziati

Innanzitutto è bene sottolineare, come hanno fatto le autorità turche, che in realtà il Parlamento Europeo non ha potere di interrompere i negoziati per l’ingresso della Turchia nell’Unione: può trattarsi al massimo di una nota di indirizzo, dato che la decisione ultima (che poi può essere comunque sempre rinegoziata), spessa alla Commissione Europea, organo diverso dal Parlamento e che può ignorare le indicazioni di quest’ultimo.

Per ora non cambia assolutamente nulla

Per ora tra i due paesi non cambia assolutamente nulla. Rimangono validi gli accordi che consentono agli italiani di rimanere nel paese fino a 90 giorni senza necessità di visto e viaggiando soltanto con la carta di identità. Allo stesso modo rimangono valide le procedure per la richiesta del permesso di soggiorno, così come le limitazioni per i viaggi dei cittadini turchi all’interno dell’area Schengen.

Rapporti ancora recuperabili?

Resta da chiedersi se siano ancora recuperabili, dopo i recenti strappi, i rapporti tra Turchia e Europa. La Turchia sta vivendo un periodo particolarmente convulso, legato anche al fatto che l’economia ha smesso di correre e che la valuta locale sta subendo la forza di dollaro ed euro. Servirebbero, come sottolineano moltissimi commentatori politici, segnali di distensione da entrambe le parti, cosa che non sembra però interessare né l’Europa, né la Turchia per il momento.

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